SALA D'ORO - Biennale Lake Como

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SALA D'ORO

LA SALA D'ORO

Palazzo Manzi sorge su un precedente edificio adibito ad abitazione nel corso del 1700, come risulta dai mappali del Catasto Teresiano datato 1722. Dalla ristrutturazione avvenuta nel 1823 del sobrio ma imponente e neoclassico palazzo, la Sala d’Oro così chiamata per le sue decorazioni in oro, era il salone d’onore  riservato alle feste e all’accoglienza degli ospiti di riguardo.
Quando la contessa Giuseppina Manzi nel 1937 donò il palazzo alla comunità di Dongo si decise di adibirlo a sede del Municipio cambiando destinazione d’uso alle diverse sale (48), mentre la Sala d’Oro non venne modificata e ancora oggi si presenta in un elegante stile impero: bianco, azzurro e oro ripresi su arredi, tappezzerie e decori. Le pareti sono attraversate nella parte superiore da una balconata in ferro battuto tipica del periodo, mentre la volta e le pareti del salone presentano affreschi di soggetto musicale legati al tema dell’educazione morale data dalle arti: al centro della volta, infatti, si può ammirare il “Parnaso” sede mitica delle Muse, opera di Giuseppe Lavelli, allievo di Andrea Appiani.  
Nell’aprile 1945 questa sala fu il luogo di detenzione dei gerarchi fascisti catturati con Mussolini: mentre quest’ultimo veniva trasferito per precauzione, i suoi fedelissimi (tra cui i ministri Pavolini, Mezzasoma, Liverani e Bombacci) rimasero a Dongo, dove poi vennero condannati a morte dal tribunale del Comitato di Liberazione Nazionale (CNL) e quivi fucilati.

L'ORATORIO DELL'IMMACOLATA

Sullo stesso piano della Sala d’Oro, si trova un altare con oratorio costruito intorno al 1806 da Carlo Vitali, marmista di Varenna. All’interno di una ricca cornice è contenuta una statua lignea della Vergine Immacolata ai cui lati sono affrescate due immagini allegoriche rappresentanti La Purezza e La Redenzione dal Peccato originale, mentre sulla volta è dipinta La visione di San Giovanni evangelista della Vergine col Bambino trionfanti sul male, rappresentato come un drago a sette teste. Agli angoli vi sono quattro medaglioni raffiguranti importanti studiosi del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria. Dal 16 aprile 1808 il vescovo Rovelli autorizzava le celebrazioni liturgiche nell’oratorio.

LA BIBLIOTECA MANZI

Attigua alla sala d’Oro si trova la biblioteca storica della famiglia Manzi che contiene una serie di libri antichi, alcune cinquecentine e qualche incunabulo e circa quattromila volumi sette-ottocenteschi fra i quali una serie di atlanti.
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